Cracked Culture? 2011


The Quest for Identity in Contemporary Chinese
Art Evento Collaterale della 54. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
curated of Gloria Vallese and Wang Lin, commissionair Resi Girardello

SITE – SENSITIVE ILLUMUNATION
Gloria Vallese
Catalogue – Introduction

The Venetian cityscape, with its own strong and unique identity, proves to be a powerful means of giving status to contemporary art. To the fleeting, provisional, uncertain condition of present-day art, Venice offers a background of aesthetic certainty. Yet the thirteen Chinese and two Venetin artists of Cracked culture? do not use the stunning background of the town as a mere showcase, to reinforce some generic meaning of their art. Rather they question themselves about what in their current languages, themes and materials has, or has not, to do with their Chinese or Venetin identity. If they are speaking a national or a local idiom, is it traditional, classic, or alienated, perverted? Is it part of a more or less accettable process of globalization and fusion?

Resi Girardello, Ventian artist, has a pivotal role in this process of confrontation. She works metallic thread with a crochet, producing, in this slow all-feminine traditional technique, soft, humorous sculptures. Interacting with her art, the subjective, sedutctive, narrative and fantastic, content of some of the Chinse artists in this exhibition, such as Maleonn or Sh Jindian, come powerfully into light. So does an emerging orientation, which some of them have in common, towards what we could define a new Romanticism, a new art practice particulary oriented to sensual pesuasion and fantastic fulfilment.

If Resi Giradello questions the Asian artists by means of sculture, of her Rococo Chinoiserie, Ferruccio Gard creates a ground for comparison by means of painting, in the classic-contemporary formula which he has been perfecting for a long time.

Two fine locations in the heart of Venice, the Seventeenth-century palazzo Giustinian-Recanati and the sixteen-century Convento dello Spirito Santo, reveal themselves to the town and visitors with this operation, showing that Venice, far from being all known and explored, can still disclose unexpected hidden treasures

Both building are the premises of the Liceo Artistico, the Venetian high-school of art, which reveals its ateliers with Eastern Border, a show which runs parallel to Cracked culture?. Eastern Border poses the question of identity externalizing the idea of boundary, the imaginary line that runs on the ground and divides geografical areas into different domains. For Venice, the boundaries with Asia have always been permeable, easy to deal with. This response from inside the Liceo Artistico, together with the lectures and conversations held by the Chinese artists and made possible by the unvaluable support of the Confucio Institute of Venice, contribute to make of this exhibition a living experiment in assessing cultural identity


SITE – SENSITIVE ILLUMUNATION
Gloria Vallese
Catalogo della Mostra – Introduzione

Tredici cinesi di rilievo internazionale che riflettono sul momento di passaggio che la coscienza asiatica sta vivendo, in dialogo con due artisti di Venezia Resi Girardello e Ferruccio Gard che ripropongono a specchio, dal punto di vista occidentale, una riflessione sugli stessi temi, sullo sfondo di inediti spazi veneziani: questo evento rappresenta, come chiarito dall’introduzione del curatore Wang Lin, un’offerta e una richiesta di conoscenza e di confronto in un momento cruciale per la trasformazione della civiltà del grande paese asiatico.

Le immagini di Maleonn che evocano nell’impaginazione i pannelli cinesi classici deformandoli con componenti accentuatamente fantastiche in senso di marcata solitudine, e la scultura di Resi Girardello, che lavorando tenui fili metallici crea un’opera paradossale e barocca ispirata a temi come il capriccio e la cineseria, appaiono sulla stessa lunghezza d’onda: una sintonia di temi ed interessi che è alla base del loro possibile progetto comune per questo evento e prende forma con opere realizzate in risposta a spazi e luoghi, tipicamente veneziani, destinati ad accoglierle. La novità nel loro approccio intensamente fantastico rispecchia l’instaurarsi di un momento nuovo per l’arte, non solo cinese. Il gesto di accoglienza e riconoscimento da parte di una realtà come la Biennale di Venezia, come osserva ancora Wang Lin, travalica per importanza l’ambito dell’esperienza artistica strettamente intesa, per assumere il valore di una mano tesa alla nazione asiatica nel delicato momento di trasformazione i cui riflessi sono destinati ripercussioni planetarie, e in conseguenza del quale l’arte cinese si sta riarticolando in tutte le sue strutture fondamentali: dai linguaggi espressivi, alla relazione con la coscienza collettiva, alle forme di supporto, istituzionale e privato.

In due nuovi spazi per l’arte contemporanea, mai usati finora per un evento di questa rilevanza, e cioè le due splendide sedi del Liceo Artistico di Venezia, il Palazzo Giustinian Recanati sul Rio di San Trovaso, e il Convento di Santo Spirito in prossimità di Punta della Dogana, artisti veneziani e cinesi reagiscono a questi luoghi intensamente connotati e impregnati di storia, interpretandoli per mezzo di installazioni sculture e immagini.

Il settecentesco Palazzo Giustinain-Recanati e il complesso rinascimentale del Santo Spirito rivelano il loro inatteso potenenziale aprendo per l’occasione due vie di accesso diverse da quelle abitualmente in uso, rispettivamente il portale di Palazzo a fianco delle Gallerie dell’Accademia, e quello del Convento verso le Zattere. Ai cittadini e ai visitatori si apre la prospettiva nuova dei due splendidi antichi giardini allestiti con opere di arte contemporanea.

Ma non solo sa questo punto di vista il Liceo artistico veneziano mette in luce con questa collaborazione le sue risorse ed energie. Gli atelier del Liceo si aprono al pubblico offrendo a protagonisti e ai visitatori dell’evento il seducente sfondo di una scuola d’arte vivente nel cuore di Venezia, e maestri e studenti danno vita a Eastern Border, una mostra che corre parallela a Cracked culture? riflettendo sul concetto di confine, di frontiera: in particolare quella frontiera a oriente verso la quale si slanciava la Via della Seta, e che per Venezia è sempre stata singolarmente permeabile, diversità profonda accettata e attraversata senza rigidezze. Attraverso lezioni e colloqui con gli artisti asiatici, resi possibili dal prezioso sostegno dell’istituto Confucio di Venezia, l’interazione con il Museo cinese di Guangdong organizzatore dell’evento si potrà anche oltre la conclusione dell’Evento Collaterale, consolidando una collaborazione auspicabilmente destinata a crescere nel tempo.

COMUNICATO STAMPA

Le opere esposte comprendono varie tipologie fra cui dipinti, sculture, video e installazioni.
La mostra è stata organizzata dal Guangdong Museum of Art, con il patrocinio di: The Author Gallery di Shanghai, Jiapu China International Culture and Art Development di Pechino, Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Associazione degli Studiosi Cinesi rientrati dall’estero – Sezione Italianistica, Istituto Confucio presso l’Università di Venezia “Ca’ Foscari’, Liceo Artistico Statale di Venezia, 53.mo Museo d’Arte di Guangzhou, Museo d’Arte Contemporanea del Dipartimento di Chongqing Yangtze.

Il progetto di mostra dal nome “Cracked Culture?/ The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art” è entrato a far parte degli eventi collaterali alla Biennale quando, dopo tre mesi di ricerche, screening e impegno delle varie parti coinvolte, il 21 febbraio 2011 ha ricevuto la lettera d’approvazione da parte del Presidente e Direttore Artistico della Biennale, reperendo anche un sito espositivo nel cuore della città lagunare, ricco di caratteristici connotati storici locali.

Il titolo della mostra “Cracked Culture?/ The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art” si riferisce a fatto che oggi l’artista si trova a fronteggiare una realtà culturale e storica che appare frammentata e multipla. Questo tipo di contraddizione è molto evidente nell’arte cinese contemporanea che, immersa nei vari conflitti culturali fra Asia e Occidente, antico e moderno, élite e massa, presenta un aspetto molto impulsivo e caotico, e d’altronde anche grande vivacità e fermento.

Questa mostra vuole incentrare l’attenzione su figure di artisti che fanno della libertà individuale il fulcro della propria ricerca spirituale, e indagare sul loro legame con la storia e l’eredità culturale. Il dubbio individuale sulla realtà culturale in atto ingloba il più generale interrogativo umano di fondo sul valore e il significato dell’esistenza.
(comunicato stampa della mostra – 2011)

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